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    June 24

    Brano dal Moby Dick



    [...] Non molto tempo dopo la sommersione del cadavere, udimmo un grido dalle teste d'albero del "Pequod" annunciare che la "Jungfrau" ammainava ancora le sue lance, quantunque il solo spruzzo in vista fosse quello di una balenottera, della specie cioè delle balene inafferrabili per via dell'incredibile potenza di nuoto. Pure, lo spruzzo della balenottera somiglia tanto a quello del capodoglio che da cacciatori poco abili viene sovente scambiato. Di conseguenza Derick e la sua masnada stavano ora dando una caccia risoluta al bruto irraggiungibile. Con le vele spiegate la "Jungfrau" corse dietro alle sue quattro giovani lance, e così tutti scomparvero lontano a sottovento, sempre in balda e promettente caccia.
    Oh! sono molte le balenottere e molti i Derick, amico mio.

    Herman Melville
    Moby Dick
    cap. LXXXI
    June 19

    Grazie, Mario


    Itaca

    Quando partirai per Itaca
    spera che la tua strada sia lunga,
    piena d'avventure, piena di scoperte.

    Laistrigoni, Ciclopi, Poseidone rabbioso,
    non temerli: non saranno sulla tua strada
    se i tuoi pensieri resteranno alti,
    se lo spirito e il corpo sarà pervaso
    da un eccitamento rarefatto.
    Laistrigoni, Ciclopi, Poseidone selvaggio,
    non potrai incontrarli
    a meno che non sia tu a portarli nell'anima,
    a meno che non sia la tua anima a porli sul tuo cammino

    Spera che la tua strada sia lunga.
    Possa tu conoscere molte mattine d'estate
    che ti vedano entrare
    con quale gioia, con quale letizia,
    in porti di mare che vedi la prima volta:
    possa tu fermarti negli empori Fenici
    ad acquistare oggetti preziosi,
    madreperla e coralli, ambra ed ebano,
    sensuali profumi di ogni sorta,
    così tanti profumi sensuali quanti ne potrai godere;
    e possa tu visitare le tante città Egiziane
    per apprendere e continuare ad apprendere da quei maestri.

    Abbi sempre Itaca nella tua mente.
    Quella è la meta a cui sei destinato.
    Ma non affrettare il cammino.
    Meglio se durerà anni e anni,
    così che tu sia vecchio quando sbarcherai nell'isola,
    arricchito da quello che il cammino ti ha dato
    senza alcuna prestesa che Itaca ti faccia ricco.

    Itaca ti ha già dato la meraviglia dell'andare.
    Senza di lei non saresti partito.
    E ora lei non ha più nulla da darti.
    E se la troverai povera, Itaca non ti ha ingannato.
    Saggio come sarai diventato, pieno di esperienze,
    avrai finalmente compreso il senso segreto di tutte le Itache.

    Konstantinos P. Kavafis
    June 17

    Rozzeuropa



    Se volete conoscere la verità delle elezioni europee, spegnete il tg e leggete quest' illuminante intervento di Dominus:

    Breve commento sulle elezioni europee. Mi asterrò dal commentare le provinciali perché ritengo che solo le prime contengano un connotato più marcatamente “politico”, mentre per le provinciali il discorso è troppo legato a connotati territoriali che devono essere discussi caso per caso ; le europee hanno invece ontologicamente una portata “politica” che le accomuna alle politiche propriamente dette(camera/senato) e alle regionali.

    Per ragionare compiutamente meglio parlare dai votanti in termini numerici e non percentuali, partendo dal fatto che alle ultime politiche i votanti furono oltre 37 milioni e questa volta 32.

    I voti andati al PDL sono stati 10,8 milioni(35%) : alle politiche furono 13,6. Quasi 3 milioni di elettori (questa volta) lo hanno tradito. Il plebiscito non c’è stato; tenendo conto che il nostro Silvio puntava a superare il 40 % di voti,il 35 % non è un risultato che fa gridare al successo…se si parla in termini numerici il risultato è deludente.

    Passiamo al PD. Qui la disfatta è chiara, ed è ridicolo definire positiva un’elezione che ha portato a una decrescita dell’avversario se la propria è una caduta libera. Il PD infatti perde 4 milioni di voti, passando dai 12 delle politiche(31%) agli 8 delle europee(26%). Caduta libera, appunto.

    Commentando i risultati dei due partiti maggiori non si può negare che abbiano preso sonore legnate, dimostrandosi così “indigesta” agli italiani la prospettiva bipartitica per la quale tanto spingono sia l’uno che l’altro. I profili di divergenza e/o promiscuità presenti in ambedue i “colossi” nostrani(anche se vengono alla luce maggiormente sul lato sinistro) tendono a manifestarsi in una sostanziale aridità del messaggio politico,che ha colpito (da molto,ormai) il PD, ma che viene alla luce anche nel PDL,soprattutto se viene a mancare il collante rappresentato da Berlusconi.

    Passiamo ai vincitori o ai presunti tali.

    Sì, perché la lega, sbandierata come la vincitrice delle elezioni con il suo 10 % circa, è passata dai 3 milioni di voti delle ultime politiche a 3,1 milioni di questo giro…100mila voti in più. E’ un guadagno certo, ma non così eclatante come la percentuale potrebbe lasciare intendere…più correttamente si potrebbe dire che ha “tenuto” i suoi elettori( che sono molti, intendiamoci) e ha rubacchiato qualcosa,magari tra i voti di “protesta”.

    A proposito di voti di “protesta” ecco l’IDV con il suo magico 8% : raddoppio,o quasi, se lo si confronta con il 4,4% delle politiche. Ma guardando i numeri, questi ci dicono che i dipietristi hanno guadagnato 500mila voti, passando dai 2 milioni delle politiche ai 2,5 milioni europei.

    La crescita è notevole ma è di ¼, non della (quasi) metà,come lascerebbe erroneamente intendere il passaggio da 4,4% a 8%.

    Sui “vincitori” ( IDV e lega) il discorso è presto fatto: perdendo voti i due “grandi” erano loro i papabili a una crescita,potendo godere di un vantaggio indiscutibile: hanno rappresentanza parlamentare e dunque visibilità, ma al contempo si mostrano come le “ali critiche” dell’uno e dell’altro schieramento,dipingendo il proprio alleato come privo di mordente,di capacità, di forza, di invettiva, eccetera,e magari l’avversario come un marciume da eliminare; in questo modo diventa superfluo il profilo politico( come dimostrano i fatti). Insomma questi due partiti, ponendosi e comportandosi come partiti di “lotta e di governo” riescono a avvantaggiarsi dell’una e dell’altra posizione. La loro proposta politica, basandosi sulla violenza verbale,su proposte qualunquiste e atteggiamenti, mi si consenta, volgari, riesce ad attirare l’attenzione dei “critici” –del- sistema, pur essendo partiti pienamente omologati,lo dimostrano le loro scelte politiche, -nel- sistema.

    In ultimo l’UDC: sostanzialmente tiene i suoi 1,9 milioni di votanti anche se rispetto alle politiche perde qualcosina (50mila voti). Il 6,5 fa parlare di buon risultato,io fossi in loro mi preoccuperei tenendo conto che hanno come principale bacino di voti solo la Sicilia, e per un partito che aspira a diventare l’ago della bilancia,il terzo incomodo eccetera,non è il massimo.

    Veniamo alle dolenti note: sotto il 4% e quindi senza rappresentanza tutti gli altri; messi insieme solo i principali( rifondazione 3,3%; sinistra&libertà3,1%; la destra2,1%; i radicali2,5%) stiamo tra il 10 e il 12%.

    Cioè oltre un elettore su 10 non viene rappresentato: qualcosa non quadra,ma questa è un’altra storia.

    Parlando della sinistra non possiamo fare a meno di notare come la disfatta delle elezioni politiche della sinistra arcobaleno (3,1% con 1,2 milioni di voti) rispetto questa nuova disfatta delle europee abbia un significato diverso, visti i numeri: 2 milioni di voti, quasi(questo sì) un raddoppio,seppur rispetto le disastrose politiche con un “bel”,di questi tempi, 6,4%. Solo che diviso per due: 3,3% alla lista di Ferrero e 3,1% a quella di Vendola.

    La sintesi politica anche in questo caso è facile: per quanto riguarda Ferrero sintetizzo,forse un po’ banalmente: deve convincersi che la sinistra non può(né tantomeno deve) fermarsi a “la borghesia,il proletariato, la lotta di classe,cazzo” (cit.Gaber); mentre Vendola deve capire(così come dovrebbero i radicali,ma loro non lo faranno mai,partendo concettualmente da un’ idea di società liberal-liberista) che le battaglie sociali, ambientali, femministe, sui diritti civili e di libertà non potranno mai venire alla luce in uno schieramento e/o formazione che non ponga al centro della sua proposta politica un cambiamento dei rapporti socio-economici dai quali far nascere i cambiamenti socio-culturali che sono preludio ineludibile per un’ipotesi di vittoria delle suddette battaglie; in questi schieramenti e/o formazioni essendo inoltre i suddetti (nobili e condivisi) interessi contemperati con altri (economicamente) più forti,dunque vincenti,dunque maggioritari.

    Ma su questo,nonostante io sia convinto che entrambi lo sappiano,non potendo sottovalutare scioccamente l’intelligenza politica delle figure nominate, purtroppo ne sono certo, avrò modo di tornare.


    Dominus


    (n.d.e.= Vorrei aggiungere al dettagliato articolo del buon Dominus una postilla che uno psicologo non può non sottolineare, mi riferisco alla percezione del voto da parte degli elettori. Il continuo annuncio del fallimento dei partiti sotto il 3% genera un fenomeno noto ai sociologi come "profezia autoadempiente" di Robert Merton, ovvero una predizione che, nel venire fatta, fa si che diventi vera. Gli economisti ben sanno quanto questa legge sia empiricamente valida. Per questo è ancor più essenziale conoscere la vera entità dei voti e diffonderla! Diradiamo la Tenebra)

    June 10

    Se Telefonando



    Dunque, oggi è passato il disegno di legge "sulle intercettazioni" con voto di fiducia.
    Se n'è parlato molto nei mesi passati, e, probabilmente, ne saprete più di me, ma, comunque, mi sembra doveroso spiegarlo a chi se n'è disinteressato o non ne è affatto al corrente.
    Il suddetto ddl, definito dal ANM (l'Associazione Nazionale Magistrati) la "Morte della Giustizia", rende inutilizzabile, o per lo meno innocuo ed inefficace, il più importante strumento di indagine dei nostri tempi, le intercettezioni telefoniche e ambientali. Fondamento di ogni attuale investigazione, dai tanto temuti reati di terrorismo a quelli ormai dimenticati di stampo mafioso, saranno presto impraticabili per via delle stringenti, assurde e di fatto, insostenibli nuove norme, e comunque sia, proibiti dalla divulgazione a mezzo stampa.
    Prove tecniche di regime, d'altronde bisogna agire presto, il consenso cala...
    Mi scuso in anticipo con i signori giuristi per eventuali errori od omissioni.
    Ecco gli articoli interessanti (o per lo meno quelli che ho compreso) divisi per tema:


    • Imbavagliare l'informazione, divieto di pubblicazione delle intercettazioni:

    Art. 2
    (Modifiche agli articoli 114 e 115 del codice di procedura penale)

    1. L’articolo 114, comma 2, del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:
    “2. E’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.”.

    2. L’articolo 114, comma 7, del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:
    “7. E’ in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli 268, 269, e 271.”.


    • Impedire le intercettazioni sul nascere, i gravi indizi di reato e i limiti di tempo:

    Art. 4
    (Modifiche all'articolo 267 del codice di procedure penale)

    1. All’articolo 267 del codice di procedura penale, il comma 1 è sostituito dal seguente:
    «1. Il pubblico ministero richiede al giudice per le indagini preliminari l’autorizzazione a disporre le operazioni previste dall’articolo 266. L’autorizzazione è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistano specifiche ed inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente ed analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo procedimento».

    «3. Il decreto del pubblico ministero che dispone l’intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni per un periodo massimo di quindici giorni, prorogabile dal giudice in pari misura e per una durata complessiva massima non superiore a tre mesi. Nei casi di cui al comma 3-bis, la durata delle operazioni non può superare i quaranta giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di venti giorni, qualora permangano i presupposti indicati nel comma 1. Nei casi di urgenza, alla proroga provvede direttamente il pubblico ministero secondo le previsioni del comma 2».


    • Il segreto di Pulcinella, informare gli intercettati:

    Art. 6
    (Avviso a persone non indagate)

    1. Dopo l’articolo 268 del codice di procedura penale è inserito il seguente:
    “Art. 268-bis. - (Avviso a persone non indagate). - 1. Il pubblico ministero, fatta eccezione per i reati di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), nonché 600-ter e 600-quinquies del codice penale, dà avviso con piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno dell’avvenuto deposito di cui all’articolo 268, comma 4, nonché di ogni eventuale provvedimento di stralcio delle registrazioni e dei verbali per le parti che li riguardano, ai soggetti diversi da quelli nei confronti dei quali si procede, che non risultino essere indagati in procedimenti connessi o collegati, sottoposti alle intercettazione delle comunicazioni telefoniche o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche.

    2. L’avviso contiene la mera notizia dell’avvenuta intercettazione, la durata e il numero della utenza intercettata.

    3. I soggetti di cui al comma 1 possono richiedere l’eventuale distruzione delle intercettazioni delle comunicazioni telefoniche, o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche, stralciate in quanto manifestamente irrilevanti ai fini investigativi.”.


    • Finalmente leggi più dure...carcere per chi diffonde o usa le intercettazioni:

    Art. 12
    (Modifiche al codice penale)

    1. All’articolo 326 del codice penale, sono apportate le seguenti modificazioni :
    a) dopo il primo comma è inserito il seguente:
    “Se la rivelazione o la utilizzazione riguarda intercettazioni di comunicazioni o di conversazioni o il contenuto di queste, la pena è da uno a quattro anni di reclusione.”.
    b) dopo il terzo comma è aggiunto il seguente:
    “Se il fatto di cui al quarto comma riguarda le ipotesi di cui al secondo comma si applica la reclusione fino a due anni”.


    ....Tenebrissimo.
    June 03

    Quella domanda inattesa



    Zen. Massimamente Zen. Zennissimo!
    Non so se conoscete quegli aneddoti orientali nei quali il vecchio maestro sbalordisce gli allievi con frasi ermetiche ed illogiche, oppure quei Koan che, poichè privi di soluzione, portano all'illuminazione.
    In entrambi i casi, ciò che segue, è l'assoluto e profondo silenzio.
    Identicamente accade quando si conversa con il buon Jack Silver. Da buon Maestro, egli riporta alla riflessione ed alla introspezione i suoi compagni, con l'uso di una semplice domanda: "Quale?"

    Tutto cominciò una sera da Skyzy, dove, ormai abituali clienti, ci veniva offerta una fetta di torta ciascuno per festeggiare il compleanno di uno dei proprietari.
    Tra un boccone e l'altro, osai interrompere la mia profonda meditazione domandando a JackSilver:
    Dayyan - "Gentili,però".
    E lui, voltandosi verso di me - "Cosa?"
    Dayyan -" Queste persone"...
    Jack - "Quali Persone?".
    Di fronte a tale elevatissima riflessione filosofica, non osai controbattere.

    Allo stesso modo, in un'occasione se possibile ancor più chiassosa e festosa, conversando al Beckett con il buon Tony, di ritorno dall'Erasmus:
    Jack - "che lavoro fa il padre della tua ragazza?"
    Tony - "E' un ufficiale dell'esercito"
    Jack - "Quale esercito?"
    La quiete piombò nella sala...

    Diverso fu quando, passando nella spensieratezza un pomeriggio di Baia Domizia, i cari Enzuccio Pikokk e Lucariello, presi dall'entusiasmo forse eccessivo, giocando con un super santos rubato ad un bimbo (di fronte gli occhi della madre impotente) disturbarono la serenità del Maestro il quale li ammonì serveramente:
    Jack - "Che fate?"
    loro - "Giochiamo a pallone"
    Jack - "Quale pallone?"
    Non fu necessario aggiungere altro.Immediatamente i due ritornarono alla sobrietà, e ridettero la palla al giovane.

    E ve ne sono tante altre, come quando sempre nella ridente Baia Domizia, saliti nella buia mansarda, il buon Lucariello chiese ingenuamente al Maestro:
    Lucariello - "Dov'è la luce?
    Jack - "Quale luce"
    Non comprendendo che la luce che doveva accendere, era quella interiore......

    Lui sì, che combatte la Tenebra.